Il Dramma della Primavera
L'annata 2016 iniziò come un incubo. Severe gelate tardive alla fine di aprile distrussero in molti vigneti gran parte dei giovani germogli. Appena i viticoltori si erano ripresi, alla fine di maggio una grandinata devastante colpì parti della Côte des Blancs e della Montagne de Reims. Le stime del raccolto crollarono a minimi storici — in alcuni villaggi del 50-70%.
L'estate fu alterna — né particolarmente calda né particolarmente fresca, con piogge sufficienti ma senza estremi di calore. E poi arrivò settembre: dorato, soleggiato, secco, con notti fresche e giornate calde. Un mese di vendemmia perfetto, che permise alle uve rimaste di maturare lentamente e completamente.
Il Miracolo del Piccolo Raccolto
Poche uve significano concentrazione. Quello che il gelo e la grandine avevano lasciato era di qualità eccezionale: acini piccoli con bucce spesse, succo concentrato e alta acidità naturale. I vini base mostrarono immediatamente il loro potenziale — tesi, minerali, con una tensione quasi elettrica.
Stile dell'Annata
Il 2016 è un'annata per puristi. Dove il 2015 seduceva con opulenza, il 2016 convince con precisione:
- Alta acidità — La spina dorsale dell'annata. Acidità tesa, vibrante, vivace
- Mineralità — Gesso, calcare, quasi salino. Particolarmente pronunciato nei Blanc de Blancs
- Freschezza agrumata — Limone, pompelmo, mela verde
- Struttura tesa — Snello, lineare, senza ampiezza o opulenza
- Enorme potenziale di invecchiamento — Questi champagne matureranno per decenni
Il confronto con il 1996 si impone — ed è giustificato. Entrambe le annate rappresentano alta acidità, dominanza dello Chardonnay e longevità. Se il 2016 raggiungerà la leggenda del 1996, lo dirà il tempo. Le premesse ci sono.
Chardonnay: La Stella del 2016
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Lo Chardonnay fu il grande vitigno nel 2016. Le condizioni fresche e l'alta acidità giocarono perfettamente a favore della varietà. I Blanc de Blancs da Grand Cru della Côte des Blancs — Cramant, Avize, Le Mesnil-sur-Oger — sono tra gli champagne più emozionanti che siano arrivati sul mercato negli ultimi anni.
Il Pinot Noir della Montagne de Reims fu anch'esso riuscito, sebbene un po' più disomogeneo. I vigneti danneggiati dal gelo avevano naturalmente meno materiale, e alcuni champagne di Pinot sembrano quasi troppo severi in gioventù. La pazienza è qui la chiave.
Il Pinot Meunier ebbe le maggiori difficoltà — la varietà ha bisogno di un po' più di calore e maturità di quanto offerto dal 2016. Gli champagne dominati da Meunier di quest'annata sono rari e spesso meno convincenti dei vini basati su Chardonnay o Pinot Noir.
Il 2016 non è un'annata per il piacere immediato. Questi champagne hanno bisogno di tempo, aria e pazienza. Chi li beve troppo giovani sarà accolto da acidità e chiusura. Chi aspetta sarà ricompensato con champagne che ricordano la grandezza dei leggendari 1996.
Le Mie Degustazioni
14 champagne del 2016 — e ognuno mi ha affascinato. La qualità è notevolmente costante, il che è sorprendente considerando le difficili condizioni di partenza. I viticoltori che avevano materiale ne hanno fatto champagne eccellenti. La selezione naturale attraverso gelo e grandine fu brutale, ma il risultato parla da sé.
Particolarmente impressionanti sono stati gli champagne da singoli vigneti — vini parcellari da Grand Cru che mostrano la qualità dell'annata nella sua forma più pura.
Maturità di Bevuta e Potenziale di Invecchiamento
La maggior parte dei 2016 è attualmente ancora giovane e chiusa. L'alta acidità ha bisogno di tempo per integrarsi. La mia raccomandazione: gli champagne Brut più semplici possono essere bevuti ora, gli champagne Vintage beneficiano di 3-5 anni di affinamento in bottiglia, e le Cuvée di prestigio dovrebbero essere lasciate riposare almeno 10 anni.
Il potenziale di invecchiamento dei migliori 2016 è enorme — 20-30 anni sono realistici.
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| Annata | 2016 |
| Carattere | Teso, minerale, longevo |
| Acidità | Molto alta |
| Confronto | Ricorda il 1996 |
| Maturità di bevuta | Dal 2025 per Brut, dal 2028+ per Prestige |
| Potenziale di invecchiamento | 20-30 anni (i migliori) |
| Champagne degustati | 11 |